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Tecniche Fisiche per l’Optometria III con Laboratorio

 

Optometry techniques III with Lab

 

Anno accademico 2014/2015

Codice dell'attività didattica
MFN0727
Docenti
Dott. Mauro Faini (Titolare del corso)
Dott. Stefano Bellino (Tutor)
Prof. Sabrina Prudenzano (Esercitatore)
Corso di studi
(f008-c715) laurea i^ liv. in ottica e optometria -a torino
Anno
3° anno
Tipologia
A scelta dello studente
Crediti/Valenza
8
SSD dell'attività didattica
FIS/07 - fisica applicata (a beni culturali, ambientali, biologia e medicina)
Modalità di erogazione
Tradizionale
Lingua di insegnamento
Italiano
Modalità di frequenza
Obbligatoria
Tipologia d'esame
Scritto ed orale
Prerequisiti
Nessuno
 
 

Obiettivi formativi

Scopo dell’insegnamento è fornire le conoscenze per valutare la qualità e l’efficacia del sistema visivo di una persona attraverso opportune modalità d’esame e di valutazione. Il sistema visivo si può presentare con buone abilità e capacità, come con abilità carenti e insufficienti per affrontare le richieste imposte ad esso dalle diverse professioni e/o attività lavorative quotidiane, dalle diverse attività ludiche e/o passatempi, dall’utilizzo di videoterminali posizionati correttamente come no, tanto per citare le richieste più comuni.

Le conoscenze fornite dal corso di “Tecniche fisiche per l’Optometria I” inerente aspetti di base dell’Ottica Fisiologica, nonché le varie classificazioni delle condizioni rifrattive (miopia, ipermetropia, emmetropia, astigmatismo, anisometropia e conseguente aniseiconia), la visione binoculare con le funzioni che garantiscono l’operazionalità di entrambi gli occhi (accomodazione, convergenza e loro relazione, eteroforie e strabismi) e gli aspetti peculiari della stessa evidenziati dai primi studi ai giorni nostri.

Le conoscenze fornite dal corso di “Tecniche fisiche per l’Optometria II” inerente la testistica valutata, sia nello spazio libero con prevalenza di ricerca dell’aspetto qualitativo della visione binoculare, che attraverso il forottero con rilevamenti quantitativi della condizione rifrattiva e della condizione binoculare.

La valutazione della qualità ed efficacia del sistema visivo sono consentite dal crescendo di conoscenze fornite dagli insegnamenti optometrici precedenti con l’aggiunta di metodi di analisi dei dati raccolti in sede d’esame. Il sistema visivo si può presentare con abilità sufficienti per affrontare le richieste quotidiane e, in tal caso, se presenti disturbi o sintomi astenopici può essere sufficiente fornire alla persona tutta una serie di consigli per modificare l’approccio al compito al fine di evitare la sintomatologia disturbante. Il sistema visivo può non essere dotato di abilità sufficienti per affrontare le richieste visive, o averle perse a seguito di adattamenti conseguenti a scorretto utilizzo degli occhi e/o del corpo e richiedere la prescrizione di lenti, ove necessario e/o possibile, mentre in alcuni casi solo la fornitura di un’appropriata terapia riabilitativa può fornire sollievo alla sintomatologia disturbante e ripristino di una normale funzione binoculare.

 

Risultati dell'apprendimento attesi

Lo studente alla fine del corso dovrà essere in grado di effettuare analisi del sistema visivo della persona, raffrontarla al colloquio iniziale integrato da un ulteriore colloquio a fine esame, una volta evidenziato il problema dall’esame e fornire alla persona una valutazione del suo sistema visivo e le possibili soluzioni:

-       consigli inerenti a modifiche postura ed eventualmente ambiente;

-       prescrizioni di lenti, ove necessario;

-       prescrizione di un ciclo di terapia visiva riabilitativa.

La prescrizione di lenti deve tenere in considerazione:

-       la condizione rifrattiva della persona;

-       le richieste visive della persona;

-       gli effetti di una nuova lente sugli aspetti ingrandenti o rimpicciolenti dello spazio percepito con marcati disturbi per le persone caratterizzate da percezione rigida;

-       gli effetti della fornitura di lenti con sensibile potere differente tra i due occhi, sia sferici che cilindrici, che possono determinare distorsioni dello spazio percepito;

gli effetti indotti da una nuova lente su eteroforie con compressione ed espansione dello spazio percepito

 

Modalità di insegnamento

Sia la parte teorica di 56 ore che quella clinica di 24 ore sono caratterizzate da una forte componente interattiva docente-studente, oltre che nella fase clinica anche nella fase teorica di analisi di casi effettuata da studenti a turno e pilotata dal docente.

 

Modalità di verifica dell'apprendimento

Durante il corso sia nella componente teorica con l’analisi effettuata dagli studenti a turno che nella componente clinica vi è un costante controllo dell’apprendimento.

La verifica degli appelli si differenzia tra clinica e teoria.

La prova di clinica viene effettuata dal docente del corso parallelo coadiuvato dal comune assistente e fornisce un voto.

La prova di teoria consiste di analisi scritta di due casi con prescrizione e commento, seguita dopo correzione dello scritto da un orale, se la componente scritta è sufficiente, che consiste nel ricavare da un grafico tutti i valori dei test, il problema della persona, prescrivere e commentare.

Il voto finale sortisce dalla media del voto di clinica con quello di teoria

 

Attività di supporto

Le esercitazioni del corso sono tenute dalla Prof. Prudenzano, con il supporto del dott. Bellino.
La frequenza è obbligatoria.

 

Programma

Tecniche fisiche per l’Optometria III teoria ore 56.

L’Optometria non essendo una scienza matematica ha risentito dai suoi albori nella considerazione della VISIONE delle teorie psicologiche sull’apprendimento. Il programma che segue, pur affrontando tutti gli aspetti tradizionali, ha una chiara impronta comportamentale.

Valutazione di aspetti particolari, poco noti e poco considerati della VISIONE. Considerazione dell’interazione della globalità d’azione dei sistemi nervosi sensoriali e motori nell’atto percettivo del bambino dal primo anno di vita in base alla maturazione delle varie aree del sistema nervoso centrale. Considerazione del coinvolgimento di varie aree del sistema nervoso centrale nel corso di vari test optometrici d’indagine. La percezione visiva considerata come una proiezione verso l’esterno del proprio io, inteso come percezione appresa nel corso dei primi anni di vita; il test della Stella di Van Orden fornisce una valutazione di tale aspetto.

Studio degli aspetti storici inerenti la prescrizione di lenti e del loro substrato teorico. Studio degli aspetti storici della prescrizione di prismi e del loro substrato storico; teoria di Sheard e di Percival. Le sindromi di Duane con le indicazioni prescrittive. Si utilizza il metodo grafico dato che consente agli studenti di comprendere più facilmente gli aspetti teorici e successivamente di visualizzarli. Sul grafico si registrano vari test non considerati dagli esecutori storici e applicati alcuni principi e regole importanti derivati dai metodi Optometria Extension Program e Istituto di Visiologia; oltre all’analisi consentita dal grafico vengono analizzati e raffrontati i diversi test simili eseguiti con lenti differenti e in tempi diversi nel corso dell’esame per valutarne le variazioni in base alla teoria O.E.P. e alle osservazioni di Forrest e altri sugli effetti dello stress sul sistema visivo, derivati dagli studi di Selye e Cannon.

Optometria geriatrica: il sistema visivo dell’anziano, i problemi dell’anziano, le modalità d’esame all’anziano in base al livello di partecipazione dello stesso.

Ipovisione: cause, frequenza e possibilità di intervento con ausili.

Rieducazione visiva: cenni sullo sviluppo del problema visivo e conseguente necessità che la rieducazione non si basi esclusivamente sull’aspetto sintomo-esercizi, bensì sulla necessità di intervenire sull’organismo estesamente per eliminare tensioni e favorire un ripristino di normalità.

Tecniche fisiche per l’Optometria III clinica ore 24.

Nei laboratori alla prima lezione il docente mostra agli studenti divisi in gruppi l’esecuzione di un esame completo. Nelle lezioni successive sono gli studenti ad esaminarsi a turno controllati dal docente e dall’assistente, quando i risultati dell’esame mostrano di essere affidabili si invitano gli studenti ad effettuarne l’analisi.

Parallelamente un altro docente svolge un corso di clinica nei laboratori coadiuvato dallo stesso assistente con la modalità di portare gli studenti all’esecuzione affidabile di un esame e della successiva valutazione. Questo ulteriore corso termina successivamente alla conclusione del corso di Tecniche fisiche per l’Optometria III.

 

Testi consigliati e bibliografia

TESTI CONSIGLIATI

  • Faini M. (2006). Analisi grafica, Franco Angeli, Milano
  • Faini M. (2006). Esame optometrico preliminare, Franco Angeli, Milano
  • Faini M. (2006). Metodi di rifrazione, Franco Angeli, Milano
  • Materiali vari forniti dal docente

 

TESTI PER CONSULTAZIONE

  • William J. Benjamin (2006). Borish’s Clinical Refraction, Second Edition, Butterworth- Heinemann, Elsevier Inc.
  • Birnbaum M.: Optometric Management of Nearpoint Vision disorders Butterworth Heinemann;
  • Scheiman M., Wick B.: Clinical Managment of binocular vision Lippincott Williams & Wilkins.
 

Note

Propedeuticita' consigliata : nessuna

La frequenza alle lezioni introduttive e ai turni di laboratorio è obbligatoria.

 
Ultimo aggiornamento: 29/04/2015 09:05
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